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Beni essenziali
Pasta, farina, uova e salsa di pomodoro.
Una spesa più completa
Latte, biscotti, legumi e carne.
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Olio, caffè, formaggi e prodotti per l’igiene.
Puoi donare qualsiasi importo: ogni contributo aiuta ad acquistare beni di prima necessità.
«Io… non ho soldi per fare le fotocopie.»
Le persone dietro i numeri
Dietro ogni pacco spesa c’è una storia
Maria ha 46 anni, vive con suo figlio e ha perso il lavoro. Da mesi fatica a pagare le bollette e spesso salta i pasti per far mangiare lui. Lo sportello sociale accoglie persone come Maria, ascolta la loro situazione e trasforma l’aiuto in qualcosa di concreto.
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Oggi allo sportello sociale si è presentata Maria.
Indossa un maglioncino rosa tenue e un paio di jeans. Porta una piccola borsa a tracolla. I capelli sono raccolti in una coda ordinata.
Il suo viso ha un aspetto un po’ stanco.
Quando varca la porta del comitato saluta e ci offre un timido sorriso.
Ci accomodiamo.
È il suo primo contatto con noi: il colloquio conoscitivo.
Il fatto che si chiami colloquio mi fa sempre pensare ai colloqui di lavoro, in cui sorrisi tesi incontrano strette di mano altrettanto tese.
Mi piacerebbe chiamarlo in un altro modo. Un primo incontro, forse. Un appuntamento.
Qualcosa di più umano.
Non è mai facile rompere il ghiaccio. Provo qualche battuta sul tempo.
Maria ride. Forse un po’ per educazione, forse un po’ per scaricare la tensione.
Le chiedo i documenti.
Ha portato tutto.
ISEE.
Stato di famiglia…
È stata brava, ha spuntato tutte le voci della lista.
Le chiedo di lei.
Ci racconta di suo figlio.
Ha dodici anni.
Il solito preadolescente un po’ arrabbiato con il mondo.
Adesso è a giocare a pallone con gli amici.
Per lui è difficile capire perché le cose non si aggiustano e basta.
Mentre la ascolto, cerco di fare mente locale e ripercorrere con la memoria gli scaffali del magazzino abiti.
Magari riusciamo a mandarla a casa con un paio di sneakers per suo figlio.
Intanto il primo passo sarà l’inserimento nella lista dei destinatari dei pacchi alimentari.
Potrà venire una volta ogni due settimane e portare a casa un po’ di viveri di prima necessità: pasta, latte, uova, legumi, frutta, carne.
Sembra tutto a posto. Sto per mettere via i documenti e congedarla, quando il suo sguardo interrogativo mi blocca.
Capisco subito.
«Ah, sono gli originali?»
«Faccia una cosa — le dico — ho preso nota, quindi è tutto a posto. La prossima volta che viene mi porti delle fotocopie.»
Le restituisco i documenti.
Silenzio.
Sorrido.
Altro silenzio.
Dopo qualche istante finalmente parla. La voce è flebile.
«Io… non ho soldi per fare le fotocopie.»
La storia è presentata in forma narrativa e tutela la riservatezza delle persone assistite.
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