Unità di strada_storia
Non portiamo solo aiuto.
Portiamo presenza.
Ogni notte, quando la città rallenta e le luci si affievoliscono, c’è chi resta fuori.
E c’è chi sceglie di non lasciarlo solo.
L’Unità di Strada della Croce Rossa Italiana – Comitato Municipio 5 di Roma opera sul territorio per offrire supporto socio-sanitario, ascolto e vicinanza umana alle persone che vivono situazioni di grave difficoltà, precarietà abitativa e isolamento sociale.
Il nostro obiettivo non è soltanto portare un aiuto concreto, ma costruire una relazione.
Perché dietro ogni persona incontrata per strada c’è una storia. E spesso, prima ancora di un pasto caldo o di una coperta, c’è bisogno di qualcuno che si fermi, ascolti e riconosca quella persona.
Non portiamo solo tè caldo, cibo o coperte.
Portiamo presenza.
Portiamo relazione.
Portiamo umanità.
🤝 Dall’aiuto alla relazione
Molte delle persone che incontriamo vivono una condizione di grave deprivazione economica e di isolamento sociale.
Per questo lavoriamo sull’ascolto attivo, cercando di instaurare nel tempo un rapporto di fiducia che permetta alla persona di sentirsi accolta, rispettata e non invisibile.
Il nostro intervento parte spesso da un gesto semplice: offrire qualcosa da mangiare, una bevanda calda, una coperta, un paio di scarpe.
Ma può andare molto oltre.
Quando una persona è pronta ad accettare un aiuto più strutturato, i nostri volontari cercano di accompagnarla verso i servizi e le istituzioni del territorio, facendo da ponte tra la persona e le realtà che possono sostenerla nell’avvio di un percorso di recupero e di inclusione sociale.
L’obiettivo è contribuire, passo dopo passo, a restituire alla persona la possibilità di riappropriarsi della propria vita e della propria dignità.
🍕 Il Giro-Pizza: dalla raccolta alla condivisione
Una parte importante del nostro servizio nasce dalla collaborazione con i commercianti del territorio.
Due volte alla settimana i nostri equipaggi effettuano il “Giro-Pizza”, incontrando il lunedì e il giovedì gli esercizi commerciali che scelgono di donare, al termine della giornata, il cibo invenduto.
Quello che potrebbe diventare uno spreco diventa così condivisione.
Il cibo raccolto viene successivamente distribuito nelle uscite dell’Unità di Strada del martedì e del venerdì.
È una rete fatta di persone, volontari e commercianti che, insieme, trasformano una semplice donazione in un gesto concreto di solidarietà.
📍 Martedì: via Salviati
Il martedì incontriamo, oltre alle persone senza dimora presenti nel territorio del Municipio, anche le persone che fanno la fila in via Salviati per il rinnovo del permesso di soggiorno o per avviare le pratiche relative alla richiesta di protezione internazionale.
Anche qui il nostro intervento non si limita alla distribuzione di cibo e bevande.
L’incontro può diventare un’occasione per ascoltare, orientare e, quando necessario, aiutare la persona a entrare in contatto con i servizi presenti sul territorio.
🚉 Venerdì: intorno alla stazione Termini
Il venerdì raggiungiamo le persone che vivono o trascorrono la notte negli spazi intorno alla stazione Termini.
Due Panda della Croce Rossa diventano un punto di riferimento.
Una per la distribuzione degli alimenti, l’altra per la distribuzione di vestiti e altri beni di prima necessità.
Si aprono i portelloni, si preparano i tavoli e quello spazio vicino alla stazione diventa, per qualche ora, un luogo di incontro.
Arrivano persone che conosciamo già e persone che incontriamo per la prima volta.
Qualcuno chiede del cibo.
Qualcuno cerca una coperta.
Qualcuno ha bisogno di vestiti.
E qualcuno, semplicemente, ha bisogno di parlare.
❤️ Mercoledì: via Togliatti
Il mercoledì incontriamo le ragazze e alcune persone transgender che vivono o lavorano lungo via Togliatti.
In questo servizio l’attenzione è rivolta in particolare alle problematiche di assistenza sociale e sanitaria.
I volontari possono fornire informazioni e supporto per l’ottenimento della documentazione STP/ENI e accompagnare, quando necessario, verso visite specialistiche presso le strutture del Servizio Sanitario Nazionale o presso realtà che collaborano con noi.
Tra queste, Medici per i Diritti Umani, che una volta alla settimana offre il proprio supporto presso la stazione Tiburtina.
☕ Sabato: andare dove c’è bisogno di noi
Il sabato pomeriggio andiamo a trovare gli ospiti del Centro d’Accoglienza di via Tor Tre Teste.
Sono persone fragili, che hanno attraversato vite difficili, spesso segnate da perdite familiari o materiali — come la casa o il lavoro — da malattie, abbandoni e, talvolta, anche da esperienze di violenza.
Si potrebbe pensare che, avendo trovato un alloggio, anche se temporaneo o di transizione, abbiano meno bisogno della nostra presenza.
In realtà è spesso il contrario.
Una merenda condivisa.
Una chiacchierata.
Una risata.
Gesti semplici che possono diventare preziosi per chi vive una profonda solitudine.
Ci aspettano.
Perché in quei momenti la solitudine lascia spazio alla compagnia, all’affetto e all’amicizia.
🫶 Non solo bisogni. Persone.
Le persone che incontriamo non sono semplicemente “senza dimora”.
Sono persone con un nome, una storia, relazioni, sogni, fragilità e capacità.
Alcune sono conosciute e incontrate regolarmente. La continuità del servizio permette di costruire nel tempo una relazione di fiducia.
Altre sono persone di passaggio, magari migranti o in viaggio verso una nuova destinazione.
Per tutte, però, l’incontro può rappresentare un momento importante.
A volte una coperta serve a superare una notte.
Un pasto serve a superare una giornata.
Una parola, invece, può aiutare una persona a sentirsi nuovamente vista.
🌉 Essere un ponte
La nostra azione non si ferma quindi alla risposta ai bisogni primari.
Il contatto costante con il territorio e con i servizi permette ai volontari di diventare un ponte tra le persone e le istituzioni.
Un ponte per chi non conosce i servizi.
Un ponte per chi non sa come accedervi.
Un ponte anche per chi, per paura, sfiducia o difficoltà, fino a quel momento ha scelto di non rivolgersi a nessuno.
Non possiamo risolvere da soli tutte le situazioni che incontriamo.
Possiamo però fare qualcosa di fondamentale:
Esserci.
Ascoltare.
Orientare.
Accompagnare.
Rimanere accanto.
E, quando possibile, aiutare una persona a compiere il primo passo verso un percorso diverso.
❤️ Ogni incontro conta
L’Unità di Strada è fatta di percorsi, ma soprattutto di incontri.
Incontri che avvengono nelle stazioni, sulle strade, nei luoghi più nascosti della città e nei centri di accoglienza.
Ogni uscita può sembrare piccola.
Un pasto.
Una bevanda calda.
Una coperta.
Una visita.
Una telefonata.
Due parole.
Ma, messi insieme, questi gesti costruiscono una rete.
Perché nessuno dovrebbe diventare invisibile.
E perché a volte, per cominciare a cambiare una situazione, è sufficiente che qualcuno si fermi e dica:
“Ti vedo. Sono qui.”
Croce Rossa Italiana – Comitato Municipio 5 di Roma
Unità di Strada
Umanità.
Volontariato.
Presenza.
Il TEAM
Responsabili:
– Maurizio Carioli
– Emanuela Leonetti
– Antonella Fares
375.5041100
uds@criroma5.it
Roma e Cavezzo a sostegno dei meno fortunati
https://www.youtube.com/watch?v=gcRxRRmgwiEu0026t=110s
Un sera per le strade di Roma …..
Frammenti di Unità di strada



























un sera a Termini …

🚑 Venerdì sera a Termini
Come ogni venerdì, il nostro appuntamento è alla Stazione Termini.
🚗🚗 Le due Panda della Croce Rossa prendono posto vicino alla fila dei taxi: una con i vestiti, l’altra con il cibo. È ormai un rito. Si aprono i portelloni, si sistemano i tavoli e, nel giro di pochi minuti, quel tratto di piazzale diventa un piccolo punto di riferimento per chi vive la strada.
🍝🍑 Questa sera il menù prevede carbonara e pesche. Le porzioni finiscono in fretta e i sorrisi di chi le riceve ci confermano che, anche questa volta, abbiamo portato qualcosa di buono.
📞 Nel frattempo Maurizio ci avvisa che la signora di via delle Ginestre, che aveva chiesto il nostro aiuto, ci sta aspettando. Una delle due squadre la raggiungerà appena concluso il servizio a Termini.
👕 Davanti a Lorella si ferma un ragazzo.
“Mi serve una maglietta. Sono appena uscito dal carcere e devo andare da mia sorella.“
Lo dice con semplicità, quasi con pudore.
È educato. Gentile. Sei anni trascorsi nella più dura delle università, quella della vita, non gli hanno rubato la capacità di chiedere con rispetto. Non pretende nulla.
Risponde con calma alle nostre domande: Come ti chiami? Da dove vieni?
✨ Poi accade una cosa curiosa. Quando pronuncia il nome della piazza del suo quartiere, quella dove sta andando a ritrovare gli amici lasciati sei anni prima, il suo volto cambia. Gli occhi si illuminano. Per un attimo non vediamo più un ex detenuto, ma un ragazzo che sta tornando a casa.
A vent’anni molti di noi iniziavano un lavoro o sceglievano l’università. Lui, invece, ha conosciuto un’altra scuola.
🎒 Lorella gli consegna una maglietta, qualche altro indumento e uno zaino. Lui ringrazia, se lo rimette sulle spalle e si allontana tra i taxi.
Cammina leggero.
Finalmente libero.
Lo seguo con lo sguardo finché si perde nella folla. Penso che sia la prima volta, a Termini, che incontro qualcuno davvero felice. Non perché abbia tanto, ma perché, dopo sei anni, ha di nuovo davanti a sé una possibilità.
🇺🇦 Poco dopo arriva Vadym.
Ha circa cinquant’anni. È ucraino. Un braccio ingessato, il volto segnato dalla stanchezza e al polso una sfilza di braccialetti colorati che raccontano, meglio di qualsiasi cartella clinica, quanti ospedali abbia attraversato negli ultimi giorni.
🚓 Sono stati i Carabinieri a indirizzarlo verso di noi. Ha bisogno di un’ambulanza.
☎️ Le telefonate al 112 e poi al 118 sembrano non finire mai. Quando finalmente riusciamo a dirgli che l’ambulanza arriverà, aggiungiamo, con un po’ di imbarazzo, che non sappiamo quando.
Lui sorride.
💬 “Io ho molto tempo a disposizione.”
Una frase semplice, che pesa più di tante altre.
🍑 Vadym mangia con gusto le pesche, ma quello che sembra nutrirlo davvero è il tempo trascorso insieme. Natascia lo ascolta a lungo, lasciandosi accompagnare nei suoi ricordi, tra storia, guerra, nostalgia e speranze.
❤️ A volte la cosa più preziosa che possiamo offrire non è un pasto né un vestito.
È il tempo.
🚑 Mentre una Panda parte per via delle Ginestre, l’altra resta con Vadym ad aspettare.
Alla fine arriva l’ambulanza. Una giovane operatrice del 118 scende dal mezzo, gli sorride e lo invita a salire.
👋 Noi lo salutiamo.
Lui ricambia con quel sorriso che, nonostante tutto, non ha perso.
🌙 A mezzanotte rientriamo in Comitato.
❓ E la signora di via delle Ginestre?
Quella è un’altra storia.
Per ascoltarla dovrete chiedere a Maurizio, che da casa ha coordinato tutto come un direttore d’orchestra, oppure a Lorella, Serena, Natascia e Fabio, che quella porta l’hanno bussata davvero.
✨ Perché ogni venerdì l’Unità di Strada non scrive una sola storia.
Ne scrive tante.
E ognuna lascia una traccia, prima di tutto, in chi la vive.
💭 Mi piace chiudere con quest’ultima riflessione perché ribalta il punto di vista: non sono solo le persone incontrate a ricevere qualcosa, ma anche noi volontari torniamo a casa un po’ diversi da come siamo partiti.
_________________________________